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Diritto alla provvigione del mediatore

Il mediatore ha diritto alla provvigione allorché la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice, senza che sia richiesto un nesso eziologico diretto ed esclusivo tra l'attività dello stesso e la conclusione dell'affare. È, infatti, sufficiente che il mediatore, benché non sia intervenuto in tutte le fasi della trattativa ed anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo, abbia messo in relazione le stesse, onde realizzare l'antecedente indispensabile per pervenire alla conclusione del contratto. Al fine di stabilire se tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare sussista il nesso causale richiesto, bisogna richiamare il principio della causalità adeguata od efficiente, alla stregua del quale la conclusione dell'affare deve costituire l'effetto dell'intervento del mediatore, il che si verifica quando l'attività da questi svolta rientra nella serie dei fattori ai quali sia ricollegabile la positiva conclusione delle trattative.

(Tribunale sez. I - Nola, 22/07/2019, n. 1654)


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